Viscosupplementazione

L’osteoartrosi è uno dei disturbi più comuni del sistema muscoloscheletrico.

L’osteoartrosi rappresenta inoltre la principale causa di invalidità e difficoltà negli individui di mezza età e negli anziani con significativi costi economici, sociali e psicologici.

Obiettivi del trattamento delle lesioni della cartilagine sono: ridurre la flogosi e quindi il dolore e i versamenti, ripristinare la funzione articolare, ridurre l’invalidità e posticipare o limitare la necessità di una sostituzione protesica.

Nelle articolazioni colpite da artrosi, le parti viscoelastiche del liquido articolare, in particolare gli acidi ialuronici, sono danneggiate e si riducono più velocemente rispetto alle articolazioni normali.

Un’opzione di trattamento per sostituire le parti viscoelastiche del liquido articolare consiste nell’iniezione di acidi ialuronici sintetici a medio-alto peso molecolare. Questo nuovo trattamento è chiamato “viscosupplementazione”.

Rifornire la componente di acido ialuronico del liquido sinoviale normale può avere un ruolo nel potenziare le proprietà elastiche e di viscosità del liquido sinoviale, intervento che può aiutare ad alleviare i segni e i sintomi correlati all’osteoartrosi e migliorare la funzione.

I corticosteroidi riducono l’infiammazione acuta e la tumefazione articolare. L’acido ialuronico invece ha un efficacia più lenta e prolungata.

La viscosupplementazione è indicata in:

  • Pazienti che non abbiano risposto sufficientemente a trattamenti non-invasivi o non chirurgici o che non siano candidati alla sostituzione protesica.
  • Pazienti con controindicazioni all’utilizzo degli anti-infiammatori non steroidei (FANS) o intolleranti al loro utilizzo.
  • Pazienti che non hanno risposto alla terapia con corticosteroidi e/o FANS.

L’iniezione intra-articolari di farmaci è stata eseguita inizialmente a livello del ginocchio, successivamente il trattamento è stato esteso ad altre grandi articolazioni: anca, spalla e caviglia.

La viscosupplementazione può essere usata anche in altri distretti (gomito, polso) e in articolazioni più piccole come la trapezio-metacarpale, articolazione colpita frequentemente e con esiti invalidanti sotto la forma di rizoartrosi.

L’introduzione dell’ago sotto guida ecografica è particolarmente utile perché permette l’identificazione del target e di ridurre il rischio di lesionare strutture anatomiche intra ed extra-articolari (vasi, strutture nervose, tendino-legamentose).

Una volta introdotto correttamente l’ago si procede all’iniezione di una quantità variabile di soluzione di ialuronato di sodio a seconda dell’articolazione coinvolta.

La progressione della soluzione in sede intra-articolare viene monitorata in tempo reale. Al termine della procedura è consigliata la mobilitazione dell’articolazione al fine di favorire l’omogenea distribuzione della soluzione iniettata nell’articolazione.

La durata complessiva della singola procedura è generalmente molto breve, inferiore ai 10-15 minuti circa.

L’effetto del trattamento è immediato ed è avvertito dal Paziente come una maggior fluidità nel movimento dell’articolazione trattata e riduzione dell’artralgia.

L’efficacia tende tuttavia a svanire in tempi più o meno rapidi, nell’ordine di qualche mese, pertanto la maggior parte dei trial clinici utilizza trattamenti intraarticolari intervallati ogni 3-4 mesi. I maggiori benefici si osservano in individui affetti da forme lievi-moderate di osteoartrosi, in cui il danno cartilagineo è ancora limitato.

Lecturer