Termoablazione con Radiofrequenza dell’Osteoma Osteoide

L’osteoma osteoide è un tumore benigno del tessuto osseo non molto raro, rappresentando circa l’ 11% di tutti le neoplasie benigne ed il 5% delle lesioni primitive ossee. Questo tumore colpisce prevalentemente gli uomini rispetto alle donne con un rapporto di 2:1 ed in particolare gli adolescenti ed i giovani adulti (70% degli individui ha meno di venti anni).

L’aspetto macroscopico di questa neoplasia è piuttosto distintivo essendo costituito da un nucleo centrale (“nidus”), all’interno del quale è presente tessuto connettivale misto a trabecole osteoidi disordinatamente disposte e da una alone di sclerosi periferica di forma fusata o rotondeggiante ricoperta da periostio. Si localizza nella corticale delle ossa lunghe oppure nella spongiosa subcondrale delle ossa corte; prevalentemente la localizzazione è agli arti inferiori: femore e tibia (50-60%), scafoide ed astragalo. La sintomatologia legata a questa lesione è piuttosto peculiare essendo caratterizzata da dolore sordo, prevalentemente notturno, che risponde in maniera drammatica al trattamento con salicilati.

La diagnosi di natura della lesione è sostanzialmente legata ad evidenze di tipo clinico- radiologico; in particolare attraverso la radiografia convenzionale del segmento osseo interessato, la TC e la scintigrafia.

Il trattamento iniziale di questa neoplasia è di tipo farmacologico, attraverso l’utilizzo dell’ aspirina e di altri antinfiammatori non steroidei. Tale terapia, è in grado di ottenere una remissione duratura della sintomatologia, tuttavia può risultare in alcuni individui non praticabile o inefficace.

Classicamente i soggetti non responsivi al trattamento conservativo venivano sottoposti ad escissione chirurgica della neoplasia. La resezione chirurgica della lesione è caratterizzata da una serie di svantaggi e potenziali complicanze, quali l’asportazione di una sostanziosa quantità di tessuto osseo sano circostante la lesione per ridurre il rischio di recidive, la difficile accessibilità chirurgica di alcune localizzazioni della neoplasia (acetabolo, testa e collo del femore), maggiore rischio di morbilità post-procedurale e di fratture iatrogene, maggiori tempi di ospedalizzazione e di recupero funzionale.

Il primo trattamento con termoablazione dell’osteoma osteoide risale al 1992 da parte dell’ equipe di Rosenthal. La ben circoscritta necrosi termica della lesione, viene generata dalla corrente elettrica alternata che attraversa l’ago-elettrodo infisso all’interno del nidus. Gli effetti di tale procedura sono costituiti da una remissione del dolore, associata a rapida mobilizzazione del soggetto, brevi tempi di ospedalizzazione e ritorno alle normali attività quotidiane.

Le attuali indicazioni al trattamento con termoablazione a radiofrequenza sono costituite da tutte le localizzazioni dell’osteoma osteoide, non immediatamente adiacenti a strutture neuro-vascolari, ed in assenza di remissione della sintomatologia a seguito della somministrazione di salicilati.

Lecturer