Radiofrequenza e Cementoplastica

Approssimativamente il 70% dei Pazienti oncologici va incontro ad una diffusione metastatica della malattia, come evidenziato dai riscontri autoptici. Il rachide di per se costituisce la sede più frequente di localizzazione metastatica di tutto il compartimento osseo. Il coinvolgimento spinale ha un riscontro di oltre il 40% nei portatori di una neoplasia primitiva. In oltre il 50% dei casi le metastasi al rachide sono dovute ai tumori della mammella, polmone, prostata e melanoma. Questi sono seguiti dal cancro renale, gastrointestinale, tiroideo, sarcoma e linforeticolare: linfoma e mieloma multiplo. Le metastasi da neoplasia prostatica, mammaria, melanoma e polmonare coinvolgono la spina dorsale rispettivamente nel 90.5%, 74.3%, 54.5% and 44.9% dei Pazienti.

La diffusione metastatica può interessare tre distretti: il rachide (85%), la regione paravertebrale (10-15%) e raramente gli spazi epidurali e subaracnoidei/intramidollari (<5%).

I livelli toracici sono i più frequentemente coinvolti dalla malattia (70%), seguiti da quelli lombari(20%) e cervicali (10%). La metà posteriore del soma vertebrale è generalmente la prima ad essere coinvolta, mentre la porzione anteriore, la lamina ed i peduncoli sono interessati solo successivamente dalla diffusione sistemica della malattia.

La compressione midollare da lesioni ripetitive epidurali si osserva nel 5-10% degli individui con tumore, mentre raggiunge il 10-20% nelle lesioni che coinvolgono il corpo vertebrale.

La resezione chirurgica è considerata la sola opzione potenzialmente curativa nel trattamento delle localizzazioni secondarie spinali, tuttavia solo pochi tra questi Pazienti

al momento della diagnosi sono possibili candidati all’ esecuzione della procedura. Le tecniche mini-invasive percutanee grazie alla loro rapida capacità di determinare risoluzione del dolore sono un valido trattamento alternativo alle metodiche convenzionali.

L’utilizzo sequenziale della termoablazione a radiofrequenza, che grazie all’utilizzo di un elettrodo percorso da corrente elettrica alternata è in grado di generare la necrosi coagulativa della lesione e di determinare la trombosi del plesso venoso circostante, unita alle capacità antalgiche e stabilizzanti dell’iniezione intrasomatica di cemento osseo nella vertebroplastica, si è dimostrata essere estremamente sicura ed efficace nel trattamento delle metastasi spinali non passibili di asportazione chirurgica.

Questa procedura combinata è eseguita in anestesia locale, con Paziente in decubito prono e sotto guida TC-fluoroscopica.

Al paziente viene richiesto di restare disteso a letto nelle successive quattro ore.

La durata della procedura è di circa 35-45 minuti per ogni livello vertebrale trattato. La degenza prevista per la procedura è solitamente di 2-3 giorni con dimissione nella prima giornata post-trattamento con terapia antibiotica domiciliare.

In ogni Paziente vengono preventivamente valutate le indicazioni al trattamento e successivamente monitorati i risultati nel tempo attraverso visite clinico-radiologiche.

Lecturer