Iniezione epidurale

Anatomicamente lo spazio epidurale è compreso tra le strutture osteo-legamentose esternamente e la dura madre internamente che circonda il midollo spinale e le radici nervose e si estende cranio-caudalmente dal forame magno allo iato sacrale. All’interno di quest’area sono contenuti tessuto adiposo, tessuto lasso aureolare, arterie, linfatici ed un abbondante plesso venoso.

Lo spazio epidurale è suddiviso in due compartimenti, uno anteriore ed uno posteriore, dall’emergenza delle radici nervose.
Le cinque principali ed assodate indicazioni all’utilizzo dell’infiltrazione epidurale sono costituite dalla degenerazione o erniazione discale, dalla compressione delle radici nervose spinali, dall’infiammazione su base traumatica o infettiva (es. neuropatia erpetica) delle radici nervose spinali e dalla stenosi spinale.

Le controindicazioni all’esecuzione di tale intervento sono costituite da disordini della coagulazione, dalla gravidanza, da infezioni locali a livello del presunto sito di ingresso (osteomielite e spondilodiscite) e da allergia conclamata ad anestetici locali e cortisonici.
Gli approcci percutanei realizzabili sono di tipo interlaminare (mediano o paramediano), attraverso l’introduzione dell’ ago nello spazio compreso tra le lamine di due vertebre adiacenti perforando il legamento giallo; transforaminale, attraverso la porzione superiore del forame di coniugazione immediatamente al di sotto del peduncolo vertebrale; caudale, attraverso lo iato sacrale.

La procedura di Infiltrazione Epidurale è eseguita in anestesia locale sotto guida TC.
Attraverso un approccio percutaneo, viene inserito un ago spinale da 20 -25 gauge sino all’interno dello spazio epidurale. Dopo aver verificato l’esatto posizionamento dell’ago viene iniettata una miscela di anestetico e cortisonico in grado di ottenere l’effetto terapeutico.

Nei trenta minuti successivi alla procedura il paziente viene mantenuto disteso ed in osservazione, quindi, in assenza di complicazioni, dimesso.

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